Passata la sbornia post Cat (la indio/africana), è arrivato il momento di muovere il culo e di pensare al mio viaggio, anche se in certe situazioni, quando la mente è altrove, diventa difficile anche pensare a cosa devi comprarti da mangiare per la cena.
Tra le mie vicende sentimentali, surfistiche, nipponiche e un po alcoliche di Sydney, avevo avuto occasione di conoscere sulla spiaggia di Manly due belgi abbastanza trasandati, ma altrettanto simpatici e soprattutto selvaggi. Lì a Sydney avevano acquistato un Volkswagen anni settanta, adattato a mini camper e dai noi trasformato in un puttanaio ambulante. Si, perché avevo chiesto loro se mi potevano dare un passaggio fino a New Castle, visto che andavano nella stessa direzione, circa 90 km a nord di Sydney, e poi eventualmente fino a Byron Bay. Loro accettano, forse credendomi un fattone a mia volta. E come dargli torto? Le mie condizioni fisiche erano a dir poco trascurate. La barba più che incolta e la faccia sbattuta da mesi di viaggio. Rimane il fatto che in una splendida mattina dopo aver cercato di cavalcare, fallendo anche qui, qualche meravigliosa onda schiumosa di Manly, decidiamo che è ora di partire.
Il furgone/camper allinterno è a dir poco carnevalesco. Pieno di disegni di ogni genere che riproducono facce di Bob Marley, orizzonti infiniti, e naturalmente una bellissima donna molto poco vestita, definiamola così, che ti fa salire sul furgone con un sorriso ebete. Linterno era allestito con un letto matrimoniale, una mini cucina e qualche armadietto qua e là. Arredamento probabilmente rubato un po in giro e messo a casaccio, perché cadeva tutto a pezzi solo guardando. Gomme completamente lisce, motore ridotto al lumicino e chissà cosaltro. Probabilmente aveva 30 anni davvero e non voglio sapere quanti giri dAustralia si era già fatto. Forse i belgi erano i trecentesimi proprietari. Niente di più vero!
Lunica cosa che si salvava, forse perché era passato sotto le mani di qualche esperto di audio mobile, era limpianto stereo! Una cosa che neanche il più tamarro dei tamarri di Quarto Oggiaro, riesce a mettere in piedi. Praticamente una discoteca ambulante!
Così, data la situazione, rompo gli indugi e dopo qualche centinaio di metri avanzo una proposta ai belgi. Chiedo di ascoltare qualche mio disco, che portavo con me dallItalia. Loro mi chiedono di mostrare cosa avevo con me, e alla visione di un vecchio disco dei Rolling Stones, i loro occhi si spalancano al punto da sembrare impazziti dallentusiasmo, che cresceva metro dopo metro, cambiata dopo cambiata. Io mi adatto subito a queste situazioni, e propongo uno dei miei pezzi preferiti; Dont Stop.
Il delirio invade il nostro mitico Van e alla partenza del pezzo dei Rolling Stones, ci scateniamo come dei cani impazziti.
Cè chi urla con la testa fuori dal finestrino facendo gesti impronunciabili a qualcuno, chi in piedi sul letto e a torso nudo fuori dal tettuccio con un cappello da cowboy canta e balla a squarciagola, e poi cè chi prepara delle canne lunghe un autostrada!! Oddio ragazzi! Che casino! Sembravamo tre delinquenti appena usciti dal carcere, che assatanati rincorrono tre conigliette di Playboy.
In realtà tutti e tre in quel momento ci sentivamo come i protagonisti di UN MERCOLEDì DA LEONI, e non stavamo recitando una parte. Io credo che a volte ladrenalina da viaggio ti fa fare delle cose di cui poi ti vergogni un po. Ma la percezione della libertà talvolta ti travolge in tutta la sua pienezza, e lunico modo che hai di contrastare questa forza incredibile è di scaricare in qualche maniera tutta lenergia che ti trasmette. Il rischio è quello di sentirsi smarrito, senza più una meta. Mi è capitato diverse volte, in viaggio! Devi essere sicuro di quello che fai, dove vai e perché, altrimenti inizi a riempirti di domande, a cui non troverai mai delle risposte, e i dubbi si trasformano in ansia. Dare un senso a quello che stai facendo quando viaggi con pochissimo è, secondo me, fondamentale!
Quello fu il mio grande giorno!!
Ci siamo scatenati come folli su un furgone arrugginito attraversando gli orizzonti del New South Wales, in Australia. Il mio Mercoledì Da Leoni, lavevo vissuto!
Peccato che il nostro entusiasmo fu spezzato allimprovviso dal fumo che fuoriusciva dal radiatore del mitico furgone.
Si era fuso il motore!!
Senza nemmeno aver percorso 100 km. Sarà anche un furgone mitico, ma il nostro era proprio un bidone.
Chissenefrega, ho pensato!
Erano stati, sono e saranno per sempre i 100 km più folli della mia vita
Daniele