Il rio Iguazu traccia il confine tra lo stato del Paranà Brasile e la provincia di Misiones Argentina, anche se è citato nelle "tres fronteras" anche lo stato il Paraguy che però non è direttamente toccato dalle cascate. Uno spettacolo naturale tra i più grandi del mondo che toglie il fiato, tra l'altro in quei giorni piovosi il livello era aumentato di 7 volte il normale, verificato personalmente dopo il viaggio con gli scafi delle guardie del parco che si divertono a impennare e "scodinzolare" causando ondate cui non c'è modo di sfuggire. Ci si trova letteralmente immersi nel rio.
L'altro modo di trovarsi nel mezzo del fiume camminando a pochi centrimetri sopra sopra le cascate è seguire il percorso sulle passerelle in metallo che arrivano fin sopra la conosciuta Gargante del Diablo, un tratto che sprofonda nel centro dell'Iguazu di cui non si vede la fine perchè le acque in caduta dentro la gola creano un'esplosione di fittissime gocce simile ad una densa nebbia. In realtà non è profondissima, si tratta infatti di soli 150 metri ma l'effetto di trovarsi direttamente sopra è proprio da fine del mondo.
Per vedere tutte le 275 cascate ci vogliono un paio di giorni, Uno con il percorso argentino il più lungo, l'altro dal lato brasiliano è più breve ma di veduta migliore poichè si vede appunto la parte più estesa di fronte dell'argentina.
Il cellulare ha potuto prendere qualcosa ma l'emozione che avvolge quando ci si trova "nel mezzo" è unica indescrivibile.
Qui sono state girate alcune scene del film Mission con le musiche di Morricone Gabriel's oboe