In una comunità meravigliosa, come quella di Adventure One, in cui si parla di viaggi, di posti meravigliosi, di avventura, di esperienze incredibili, di vita vissuta
e di vita che verrà, volevo condividere con tutti voi, una mia profonda riflessione, perché viaggiare è forse il miglior modo di interpretare la vita, ma ci sono persone che ignorano il significato della parola viaggio, perché non lo hanno mai conosciuto, e forse
non lo conosceranno mai.
Vi scrivo pari pari il rapporto dellUNICEF sulla nutrizione, risalente al maggio 2006.
Più di un quarto di tutti i bambini sotto i 5 anni dei Paesi in via di sviluppo sono sottopeso, molti a un punto tale da metterne a rischio la sopravvivenza.
Le carenze nutrizionali continuano a pesare come un'epidemia globale, contribuendo a oltre la metà di tutti i decessi infantili, che ogni anno superano i 5,6 milioni di morti.
Il rapporto dell'UNICEF, sostiene che la percentuale di bambini sotto i 5 anni che sono sotto peso è diminuita solo lievemente dal 1990, una prova che il mondo non sta mantenendo gli impegni presi per l'infanzia.
La mancanza di progressi nella lotta alla denutrizione sta provocando gravi danni tanto ai bambini quanto alle nazioni, ha affermato il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman: Pochi fattori hanno un impatto maggiore della nutrizione sulle possibilità di un bambino di sopravvivere, imparare con profitto e sfuggire a una vita di povertà.
Il mondo ha la possibilità di sconfiggere la povertà estrema, le malattie, l'inquinamento ambientale ed innalzare la qualità della vita di ogni essere umano che abita il pianeta.
La civiltà globalizzata del terzo millennio possiede la ricchezza, la conoscenza e i mezzi per coronare il sogno di un'umanità affrancata dalla miseria e dalla mancanza dei bisogni di base.
Questa è la filosofia che spinse i Capi di Stato e di governo di tutti gli Stati membri dell'ONU, riuniti dal 6 all'8 settembre 2000 a New York nel Vertice del Millennio, la più ampia riunione di leader della storia, a porre la propria firma in calce alla Dichiarazione del Millennio (United Nations Millennium Declaration).
In quell'occasione i leader mondiali affermarono la loro responsabilità non soltanto nei confronti dei rispettivi popoli, ma verso l'intera specie umana, definendo una serie di ambiziosi propositi da conseguire entro il 2015 (articoli 19 e 20 della Dichiarazione).
Da queste affermazioni, attraverso successivi incontri diplomatici con la partecipazione delle principali agenzie delle Nazioni Unite, presero corpo gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM): otto traguardi misurabili e inequivocabili, vincolanti per l'intera comunità internazionale, che affidavano all'ONU un ruolo centrale nella gestione del processo della globalizzazione.
Da quel giorno, il mondo è cambiato.
L'11 settembre 2001 ha di fatto mutato l'ordine delle priorità, deviando sulla guerra al terrorismo molte delle risorse e delle attenzioni che erano state promesse alla lotta alla povertà e al sottosviluppo. La centralità delle Nazioni Unite e l'approccio multilaterale per la risoluzione dei problemi internazionali sono stati rimessi in discussione dagli atteggiamenti egoistici portati avanti da molti Stati.
Di conseguenza, i progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio hanno fatto segnare un preoccupante rallentamento che ne mette a rischio l'effettivo raggiungimento nel decennio che ci separa dal fatidico 2015.
I problemi globali, però, rimangono ben presenti.
Per il miliardo di esseri umani che vivono al di sotto della soglia di povertà, senza accesso all'acqua potabile o ai servizi sanitari, e per i bambini che di questa schiera costituiscono la fragile maggioranza, l'unica speranza per un futuro migliore risiede nella capacità dei leader mondiali di essere fedeli alla promessa fatta nel 2000.
www.unicef.it
Io voglio aggiungere solo una cosa:
guerra, malnutrizione, omissione dei diritti umani, violenza, povertà, ingiustizia, egoismo.
tutto questo è giusto?
So di dire delle banalità, che si conoscono da vecchia data, trite e ritrite, ma a volte bisogna che ci pensiamo a queste cose, e forse così facendo riusciremo a sviluppare una coscienza comune più pulita e ad essere più rispettosi nei confronti di chi non ha avuto la fortuna, anche solo una volta, di gustarsi questa vita. Per favore, unitevi a me in questo abbraccio virtuale a quel mondo, che soffre più noi.
Stiamo attenti, tutti!