Ho sempre sognato di prendere con me lo stretto necessario e partire per conoscere luoghi poco esplorati della terra. Durante l'estate del 2005, sentì il desiderio di rendere il mio sogno realtà, così volli trovare il modo di partire per il Perù, per visitare e conoscere la gente di quei luoghi.
Grazie al supporto di persone a me care, presi contatto con un Prete superiore del seminario di Arequipa, mi diede l'opportunità di avere un luogo di ristoro durante il mio viaggio nel sud del Perù, nelle varie parrocchie dei villaggi da me visitati. Racimolato il vestiario e qualche medicina il 20 di Agosto partì dall'aeroporto di Roma, fu la prima volta che presi l'aereo; feci scalo ad Amsterdam e da lì il volo internazionale diretto a Lima, l'emozione provata fin dall'inizio era indescrivibile, partì convinto che tutto sarebbe andato per il verso giusto, avevo con me la piena convinzione che anche se mi trovavo da solo a migliaia di chilometri da casa, qualcuno là su vegliava su di me. Arrivato nella Capitale dopo quasi un giorno di volo, pernottai in hotel e il giorno dopo partì nuovamente per Arequipa dove incontrai finalmente la generosa persona che rese possibile il mio viaggio. Trascorsi 15 giorni a Chuquibamba un piccolo villaggio tra le Ande, in quelle terre toccai con mano realtà per noi occidentali quasi surreali, che sono state per me oggetto di intense riflessioni. In quel frangente dovetti far fronte a diverse difficoltà, uno tra i più seri fu l'altitudine, il mio fisico non essendo pronto a sopportare repentinamente un cambiamento di pressione, comincio a dar segni di cedimento, che mi portai avanti fino al ritorno in Patria. In uno spostamento da un villaggio ad un'altro conobbi per la prima volta l'altitudine di 5000 m, anche se arrivato grazie ad un fuori strada, una volta uscito dall'abitacolo fare quattro passi richiedeva uno grande sforzo, l'ossigeno era rarefatto e i giramenti di testa cominciavano ad avvertirsi. Nonostante tutto, il mio stato d'animo era limpido e sereno, non mi spaventava star male ho dover faticare, quello che volevo era continuare a vedere e conoscere. Splendidi paesaggi, il giocare dei bambini tra le stradine polverose, i piccoli appezzamenti di terra coltivati con fatica dagli anziani, rendevano magici quei momenti per me ora indelebili tra i ricordi.
Da i piccoli paesini tra le Ande mi spostai nei pressi di Cusco, precisamente a Limatambo e dintorni,dove trascorsi le ultime due settimane tra meravigliosi scenari. Lì visitai le fortezze Inka, immense costruzioni dalla particolarità di essere innalzate con pietre di svariate dimensioni, levigate ed incastonate in maniera tale da combaciare perfettamente una con l'altra; impressionante! e pensare che sono state realizzate migliaia di anni orsono. Visitai in quel periodo diverse cittadine e assistetti a feste patronali con un gran numero di partecipanti. Il far festa ha una notevole importanza per la gente di quei luoghi, è momento di riavvicinamento tra le famiglie e amici.
Ho appreso molte cose da questa esperienza, capisco ora il valore del viaggiare, il fascino dell'avventura, il vivere con naturalezza, l'accontentarsi del necessario, l'essere se stessi senza nasconderci dietro una maschera. Continuerò ad esplorare questo mondo finché ne avrò le forze, finché non saprò di conoscere tutto.