Bajo Caracoles-> +/- Lago Cardiel (?) -> El Calafate
Svegliarsi dopo una notte in tenda maltrattati dal vento, aprire la lampo e vedere la propria Vespa, l'erba pettinata dal vento, le Ande che si stagliano all'orizzonte... e via, di nuovo in sella lungo una strada dal fondo impossibile e di nuovo un ringraziamento da alzare al cielo... una caduta paurosa dalla quale possiamo solo ringraziare il cielo per come ci è andata bene, nonostante tutto, per l'ennesima volta. Avevamo quasi raggiunto il canyon scavato dal Rio Pinturas, alla volta della "Cueva de las manos": una ferita lussuregginate per la fitta vegetazione che cresce nel microclima dovuto alle acque del fiume, una ferita che si apre improvvisa in mezzo al deserto... altro ritardo che va ad aggiungersi al ritardo di una tabella di marcia ormai stravolta, e l'amara decisione di fare dietrofront, rinunciando a visitare la "Cueva"... e quando mai ci torneremo fin quaggiù!?! A testa bassa per centinaia di chilometri in questa zona che è tra le più battute dal "Pampero", l'implacabile vento patagonico. La notte ci coglie in mezzo al nulla, sappaimo solo di essere dalle parti del lago Cardiel... di cui però non c'è traccia. Un pugno di tende colorate in mezzo al nulla è il nostro accampamento, e il con il nuovo giorno ancora in viaggio. Patagonia, terra mitica, popolata da personaggi incredibili, come il solitario ciclista globe-trotter incontrato a Tres Lagos, diretto anche lui a Ushuaia... partito dal Canada due anni fa!!!! Arriviamo a El Calafate distrutti dalle fatiche del nostro viaggio. Decidiamo di fermarci un giorno qua per tirare un po' il fiato e per una visita a un luogo che sarebbe imperdonabile non fare: il ghiacciaio Perito Moreno. El Calfate è una città che si sta aprendo a un turismo di massa (se così vogliamo definirlo - con tutti i limiti di una cittadina sperduta nel mezzo della Patagonia). La strada principale è tutta negozi eleganti, ristoranti e pub, ma come giri l'angolo mostra l'atra faccia (quella vera?), fatta di case approssimative, strade polverose in cui giocano bimbi/scugnizzi, cani randagi e vecchi che vivono di quanto raccattano nella basura (spazzatura) prodotta dai negozi e dai locali del centro. Un amaro benessere portato dal turismo. Il fatto di fermarci qui solo per poco ci aiuta, forse, a lavarci la coscienza.
Nota: il brano musicale, "la musica" che accompagna le foto è ancora: "Verano reflections", brano che sta consumando i circuiti del mio MP3. Continuo a saccheggiare il repertorio dell'accoppiata Piazzolla/Di Meola. Inutile dire che anche questa volta NON HO "...le autorizzazioni degli autori delle Musiche e le relative autorizzazioni dei produttori discografici dei supporti utilizzati all'utilizzazione ecc. ec. ecc...", Ringrazio quindi la coppia Piazzolla & Di Meola, o chi per loro, certo, anche in questo caso, della loro comprensione per l'ennesimo brano saccheggiato al loro repertorio! ;-)