Quando la potenza degli agenti atmosferici si placa ed i raggi della nostra stella tornano a riscaldare la terra che un tempo fu dei vichinghi e delle divinità della mitologia Scandinava, ecco come si presenta ai nostri occhi un paesaggio fino a poche settimane fa in letargo, addormentato sotto uno spesso strato di neve, e che ora torna a rinascere.
Il cielo azzurro come pochi cieli al mondo, rende tutto più colorato, ed aiuta questo risveglio, quasi a voler tenere per mano una natura scalpitante che con i suoi colori abbaglianti riempie i cuori caldi di questa gente notoriamente fredda. Anche le poche nuvole che popolano questo manto celeste, limpido e colmo d'aria frizzante, sembrano godere dell'armonia che la nuova stagione racchiude in se, e, felici, se ne vanno scorazzando libere formando qua e là forme curiose e divertenti, come a voler enfatizzare la vena creativa di questo dio che si è divertito a creare un tale capolavoro chiamato Norvegia.
Tutto è musica:l'acqua, che non è più un perfetto cristallo, ora scorre gioiosa, attraversando il cuore della città ed emettendo melodie arpeggianti sotto forma di fiume;il pennello del possente uomo nordico, che finalmente può tinteggiare la sua docle tana, con le sue setole colorate accarezza il legno venato, e ritmicamente accompagnia il battito d'ali degli uccelli marini che gli volettggiano sopra alla ricerca del prezioso cibo;le stesse casine colorate sembrano ridersela, con le loro parabole in tinta e la loro scaletta posta ad ornamento di una parete altrimenti spoglia. Insomma, la più tipica delle favole nordiche sembra prendere vita in questa terra meravigliosa, ed ormai non ho più dubbi sul perchè un certo tipo di cultura si sia sviluppata ed abbia messo le proprie radici qui...perchè sono le stesse creature che animano e fanno vibrare di vita una terra così durra, a narrare con le loro contraddizioni, una storia che fa sognare e spinge l'immagginazione di questa gente oltre i confini, quei confini oltre i quali si muore inghiottiti dai mari freddi e tempestosi del nord alla ricerca di cibo, o dentro i quali si può trovare un equilibrio inebriante con il quale vivere in armonia e gioire dei doni che Odino e gli altri abitanti dell'olimpo scandinavo ci hanno reso.
Espressione tangibile di questa perenne lotta tra i vari stati d'animo che questa condizione può generare, sono le opere che ornano le strade ed i parchi della capitale norvegese; dalle sculture ferrere ideate dal più famoso forgiatore indigeno (Gustav Vigeland) interprete di un arte cultrice della razza pura, ai graffiti, figli di quei giovani che cercano di ribellarsi con colori vivaci e forme morbide al freddo della terra...questo e molto di più è la Norvegia!
Danny*