Ad Abu Hamed finisce il mondo. Ultimo carburante, ultimo asfalto, ultimi rifornimenti. Riempiamo tutti i serbatoi ed anche qualche tanica, per più di mille chilometri solo sabbia.Subito appare una distesa piatta, che poi diviene sabbiosa, con enormi solchi, in direzione nord, lasciati dai camion che fanno la spola con l'Egitto. Si piega verso est, si lasciano le tracce e ci si addentra in un dedalo di oued sabbiosi che si snodano in un labirinto di vallate, uniti tra di loro da stretti passaggi rocciosi, a volte invisibili e stretti a tal punto da permettere a malapena il passaggio deifuoristrada. Gran parte del merito va a chi questo percorso l'ha già fatto e ha condiviso i punti satellitari, perchè altrimenti è un persorso senza ritorno. Grazie all'amico Stefano Laberio.La sensazione è di essere più isolati che in pieno deserto, solo qualche pastore nomade beja. Si dice che alcuni non abbiano mai visto europei nella loro vita, magari siamo noi i primi.I campi notturni in compenso sono indimenticabili, se mi dicessero che sono nel bel mezzo di un paesaggio inacantato, ci crederei. Berenice Pancrisia è la città da cui i faraoni estraevano l'oro. E' stata scoperta, se erro nessuno me ne voglia, una ventina d anni fa dai fratelli Castiglioni. E' un ammasso di sassi ma dà ancora l'idea della roccaforte. Se poi pensi che millenni fa era un centro di estrazione aurifero, con tutta la vita che ruotava attorno a questo angolo dimenticato da tutti, ti vengono i brividi. Sulla strada del ritorno bisogna fare attenzione a non sconfinare in Egitto, perchè non abbiamo i permessi. In compenso abbiamo i punti satellitari che ci permettono di imboccare la gola giusta, nascosta nella giusta ansa del oued, e quindi la giusta direzone per iniziare il ritorno