Ormai ci siamo, giovedì 11 gennaio partirò per un viaggio in solitaria che mi porterà a conoscere il vero Sudamerica.
In questi giorni di saluti, in bocca al lupo e pacche sulle spalle mi è stato detto e chiesto di tutto: "hai tutto il mio rispetto", "lo vorrei fare anche io", "sei un folle", "perchè fai una cosa del genere?" e via dicendo.
La domanda sulla quale mi sono soffermato a riflettere maggiormente è proprio quest'ultima... Cosa realmente mi spinge a intraprendere un viaggio del genere?
La risposta, se di risposta si può parlare, è complessa e si annida nei meandri della mia mente...
Penso che il viaggio sia molto di più che coprire una distanza da un punto all'altro; penso che in un certo senso, il desiderio di percorre uno spazio esteriore non sia niente altro che la ricerca spasmodica di un nostro spazio interiore, uno spazio che, una volta trovato, diventa infinito e può farci conoscere la nostra vera essenza.
In un mondo ormai completamente globalizzato le distanze non esistono più, le sensazioni sono preconfezionate e servite su un piatto d'argento; la realtà che ci circonda è perfettamente definita e completamente sotto il nostro controllo.
In un ambiente nuovo e lontano i sensi si risvegliano, le nostre abitudini si scontrano con realtà e situazioni diverse...
Solo allora iniziamo a guardarci dentro e a riportare alla luce quegli istinti che ci permettono di vivere veramente la nostra vita.
Ecco allora che non siamo più le comparse di un libro già scritto ma iniziamo a scriverlo in prima persona, pagina per pagina; ecco allora che non siamo più stranieri in terra straniera ma esseri viventi che fanno tutti parte di un qualcosa di grande e meraviglioso.
Viaggiare, per me, significa questo.
I prossimi post arriveranno dal Sudamerica.
Hasta luego amigos!
Andrea